Un museo dentro la fortezza
Nel palazzo-fortezza dei Conti Orsini nel 1989 è stato aperto il nuovo museo diocesano, per ospitare le opere d’arte provenienti dalla chiese della città e della diocesi che, per motivi di sicurezza, non potevano più essere ammirate e venerate nelle chiese di origine.
Dal 1998 vengono aperte al pubblico molte altre sale, tra le quali anche il cassero e la loggetta del Sangallo.
Il percorso delle sale espositive è ricco di emozionanti opere, che richiamano la lunga storia dell’antica Diocesi di Sovana e la spiritualità delle sue chiese, compagnie e conventi.
Ma possiamo rivivere anche l’atmosfera della vita della corte comitale degli Orsini nelle eleganti volte o soffitti lignei dipinti, nei resti degli affreschi che ricordano personaggi illustri o proprietà della nobile famiglia, nella complessità quasi labirintica del palazzo, con stretti corridoi, logge e spalti, ripide scale e sotterranei ricchi di ombre e suggestioni.
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le 21 sale
Recensioni






Non manca il locale delle torture corredato da strumenti vari e, giù di livello la prigione.
Costo del biglietto 7,50.



Attualmente ospita il Museo e conserva molte opere d'arte racchiuse in ventuno sale.
Si può visitare anche la Sala che conserva strumenti di tortura ed il sottostante Frantoio.
Sono osservate tutte le norme anti-covid19
il palazzo-fortezza e le opere d'arte
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Diocesi di
Pitigliano - Sovana - Orbetello
TOSCANA
La diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello è una sede della Chiesa cattolica italiana appartenente alla regione ecclesiastica Toscana.
Il suo territorio si sviluppa nella parte meridionale della provincia di Grosseto, comprendente le valli dell’Albegna e del Fiora, la costa con l’Argentario e le isole del Giglio e di Giannutri, il versante meridionale del monte Amiata, anche con il comune senese di Piancastagnaio.
È uno dei territori più estesi tra le diocesi toscane, distribuendosi su una superficie di circa 2.200 Kmq, tra i fiumi Ombrone a nord e Fiora a sud, tra l’Isola del Giglio e il cuore della Maremma a ovest e il Monte Amiata e la terra dei Tufi a est. Un comprensorio esteso e variegato tra mare, collina e zona montana, che nei quasi quindici secoli di storia ha offerto spazi di vita dove la popolazione ha sviluppato e trasmesso alle generazioni identità di fede e di cultura.
La diocesi nasce tra i secoli V e VI quando già San Mamiliano vescovo di Palermo si ritirò in eremitaggio sull’Isola di Montecristo (prima si chiamava Montegiove) e portò il cristianesimo in questa vasta area della penisola italica e dell’Impero. Oggi le spoglie di San Mamiliano sono custodite nella cattedrale di San Pietro a Sovana. Il primo vescovo conosciuto, perché citato in documenti storici, fu Maurizio che nel 680 partecipò al Sinodo Romano in preparazione del Concilio di Costantinopoli.
La diocesi ha anche dato i natali al Papa San Gregorio VII, al secolo Ildebrando da Sovana. Da monaco benedettino salì al soglio pontificio il 22 aprile 1073 e morì a Salerno, in esilio, il 25 maggio 1085.
Anche San Paolo della Croce si stabilì in questa terra, dove il 10 aprile 1747 con il primo Capitolo, sul Monte Argentario fondò ufficialmente la Congregazione della Passione di Gesù Cristo (Passionisti).
Il Monte Argentario, in particolare Porto Santo Stefano, il 16 aprile 1770 dette i natali alla Beata Maria Maddalena dell’Incarnazione (Caterina Sordini), fondatrice delle monache adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento.
La diocesi negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale accolse come Vescovo il Servo di Dio Stanislao Amilcare Battistelli, Passionista (1932-1952) e dette i natali a Padre Candido Amantini del quale è in corso il processo di beatificazione dal 2012.
Il Vescovo attuale è S.E. Mons. Bernardino Giordano (marzo 2025)

























