PITIGLIANO

Un museo dentro la fortezza

Nel palazzo-fortezza dei Conti Orsini nel 1989 è stato aperto il nuovo museo diocesano, per ospitare le opere d’arte provenienti dalla chiese della città e della diocesi che, per motivi di sicurezza, non potevano più essere ammirate e venerate nelle chiese di origine. 

Dal 1998 vengono aperte al pubblico molte altre sale, tra le quali anche il cassero e la loggetta del Sangallo.

Il percorso delle sale espositive è ricco di emozionanti opere, che richiamano la lunga storia dell’antica Diocesi di Sovana e la spiritualità delle sue chiese, compagnie e conventi.

Ma possiamo rivivere anche l’atmosfera della vita della corte comitale degli Orsini nelle eleganti volte o soffitti lignei dipinti, nei resti degli affreschi che ricordano personaggi illustri o proprietà della nobile famiglia, nella complessità quasi labirintica del palazzo, con stretti corridoi, logge e spalti, ripide scale e sotterranei ricchi di ombre e suggestioni.

Ingresso - Primo piano
Secondo piano
Piano ammezzato
Antico frantoio

Video Audio Guida

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Recensioni

Museo di Palazzo Orsini place picture
4.1
Basato su 235 recensioni
Bellissima la visita al Palazzo Orsini, tante sale affrescate da visitare, splendidi quadri e la meravigliosa statua lignea di Jacopo della Quercia. Una visita da non perdere!!!
È un peccato che solo dall'esterno
Bel palazzo con una gran raccolta di arte sacra
Il Castello e Museo Sforzesco è uno splendido esempio di costruzione. Sorge nel comune di Pitigliano, che costituisce uno straordinario esempio di città sul tufo. Il tufo è un tipo di roccia costituita da cenere vulcanica espulsa da una bocca durante un'eruzione vulcanica. Dopo essere stata espulsa e depositata, la cenere si trasforma in solida roccia. Mi è piaciuta particolarmente la statua del leone all'esterno del castello.
Magi 60 profile picture
Magi 60
3 anni fa
Palazzo storico di Pitigliano, la città del tufo.Molte stanze, interessanti i soffitti a cassettoni,qualche reperto e qualche mobile.Diversi locali sono oscurati da spessi tendoni, ma altri sono inondati dalla luce acceccante del sole, mah!
Non manca il locale delle torture corredato da strumenti vari e, giù di livello la prigione.
Costo del biglietto 7,50.
Isabella Fei profile picture
Isabella Fei
4 anni fa
Sicuramente vale la pena di fermarsi a visitarlo. Bellissimo castello all'interno di Pitigliano, borgo costruito con le pietre di tufo. Si entra da un piccolo chiostro. L'interno ospita ora il museo diocesano con dipinti, affreschi del 400 e statue che parlano della vita di Niccolò Orsini. Sono presenti, anche , una piccola stanza delle torture ed un antico frantoio. Eccellente anche la guida, il sig. Loris che ha spiegato tutti i dettagli.
Il palazzo esternamente è ristrutturato male, lo hanno stuccato di bianco. All'interno invece è meglio conservato. Sono presenti affreschi e soffitti in legno dipinti. Ci sono varie statue e dipinti. All'interno c'è un antico frantoio conservato benissimo, una pinacoteca una libreria, varie teche con oggetti e gioielli appartenuti agli orsini. C'è un piccolo museo delle torture e una terrazza da cui si può godere di un bel panorama. Il prezzo di solo 5 euro è irrisorio per un museo di 21 stanze. Sarebbe interessante inserire la possibilità di una guida a pagamento. Il percorso è comunque scorrevole e sono presenti dei pannelli esplicativi. Preferirei Anche un'Audio guida. C'è un bel cagnolone all'ingresso che è tenerissimo. Il personale è cordiale.
Il Palazzo venne realizzato tra l'XI ed il XII secolo come convento, acquistato successivamente dagli Aldobrandeschi , passa per matrimonio dell'ultima erede agli Orsini sul finire del XIII secolo e trasformato in fortezza su progetto del Sangallo.
Attualmente ospita il Museo e conserva molte opere d'arte racchiuse in ventuno sale.
Si può visitare anche la Sala che conserva strumenti di tortura ed il sottostante Frantoio.
Sono osservate tutte le norme anti-covid19

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Diocesi di

Pitigliano - Sovana - Orbetello

TOSCANA

La diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello è una sede della Chiesa cattolica italiana appartenente alla regione ecclesiastica Toscana.

Il suo territorio si sviluppa nella parte meridionale della provincia di Grosseto, comprendente le valli dell’Albegna e del Fiora, la costa con l’Argentario e le isole del Giglio e di Giannutri, il versante meridionale del monte Amiata, anche con il comune senese di Piancastagnaio.

È uno dei territori più estesi tra le diocesi toscane, distribuendosi su una superficie di circa 2.200 Kmq, tra i fiumi Ombrone a nord e Fiora a sud, tra l’Isola del Giglio e il cuore della Maremma a ovest e il Monte Amiata e la terra dei Tufi a est. Un comprensorio esteso e variegato tra mare, collina e zona montana, che nei quasi quindici secoli di storia ha offerto spazi di vita dove la popolazione ha sviluppato e trasmesso alle generazioni identità di fede e di cultura.

La diocesi nasce tra i secoli V e VI quando già San Mamiliano vescovo di Palermo si ritirò in eremitaggio sull’Isola di Montecristo (prima si chiamava Montegiove) e portò il cristianesimo in questa vasta area della penisola italica e dell’Impero. Oggi le spoglie di San Mamiliano sono custodite nella cattedrale di San Pietro a Sovana. Il primo vescovo conosciuto, perché citato in documenti storici, fu Maurizio che nel 680 partecipò al Sinodo Romano in preparazione del Concilio di Costantinopoli.

La diocesi ha anche dato i natali al Papa San Gregorio VII, al secolo Ildebrando da Sovana. Da monaco benedettino salì al soglio pontificio il 22 aprile 1073 e morì a Salerno, in esilio, il 25 maggio 1085. 

Anche San Paolo della Croce si stabilì in questa terra, dove il 10 aprile 1747 con il primo Capitolo, sul Monte Argentario fondò ufficialmente la Congregazione della Passione di Gesù Cristo (Passionisti).

Il Monte Argentario, in particolare Porto Santo Stefano, il 16 aprile 1770 dette i natali alla Beata Maria Maddalena dell’Incarnazione (Caterina Sordini), fondatrice delle monache adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento.

La diocesi negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale accolse come Vescovo il Servo di Dio Stanislao Amilcare Battistelli, Passionista (1932-1952) e dette i natali a Padre Candido Amantini del quale è in corso il processo di beatificazione dal 2012.  

Il Vescovo attuale è S.E. Mons. Bernardino Giordano (marzo 2025)

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